Progressive fighting systems

Progressive Fighting Systems (PFS), è il nome del sistema di combattimento coniato da Paul Vunak.
Il PFS trae le sue origini dal concetto di Jeet Kune Do sintetizzato da Bruce Lee, evoluto nel tempo dal suo amico e allievo Dan Inosanto, che a sua volta fu il maestro di Vunak.
Paul Vunak, dopo aver fatto propri gli insegnamenti di Inosanto, revisionò il JKD adattandolo al moderno combattimento da strada e la difesa personale.
Nel PFS sono utilizzate e riadattate le tecniche della boxe occidentale e filippina, della Muay Thai e del Wing Chun per quanto riguarda il combattimento a mani nude; nel combattimento armato invece si ritrova il kali filippino, oltre alle tecniche proprie della PFS (coltello, bastone, armi occasionali); nel combattimento al suolo abbiamo tecniche derivanti dal BJJ (Brazilian Ju Jitsu) senza però dimenticare la Kino mutai (che sviluppa il concetto di anti lotta) che colpisce i tessuti più morbidi del corpo umano come gola, occhi ecc… utilizzando prese, morsi, e graffi.
Questo sistema di combattimento si differenzia da tutti gli sport da ring e le arti marziali tradizionali, perché il proprio campo da gioco non è un ring o un dojo, ma la strada dove non ci sono ne arbitri ne regole, dove l’aggressore può utilizzare armi di qualunque tipo (come bottiglie o cacciaviti) e sarà sempre più grosso di noi (difficilmente uno che pesa 50 Kg aggredirà uno che ne pesa 100 ed è più alto di lui). Per questo motivo le tecniche, utilizzate nel PFS, sono semplici ed efficaci, studiate per essere apprese ed adattate da una qualsiasi persona che sia donna o uomo, studenti od operai.
Parte fondamentale dell’allenamento è il concetto di self perfection e di self preservation, che vengono allenati con esercizi a pieno contatto (crash test) per far capire allo studente l’efficacia delle tecniche e per farlo abituare a situazioni più vicine possibili a quelle reali.
Merita particolare attenzione il R.A.T. (Rapid Assault Tactics), che è il sistema di concatenazione studiato appositamente per le forze speciali statunitensi, elaborato per essere appreso velocemente senza tralasciare però la massima efficacia. Il R.A.T. si basa su tre concetti fondamentali: intercettazione con distruzione, pressione, finalizzazione.
L’allievo analizzerà progressivamente tutte le varie distanze di attacco e difesa andando così a scoprire tutti i concetti che si celano e si sviluppano nel combattimento.

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